La Medicina dello Sport del Futuro: Ambientalista, Circolare, Tecnologica

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Noi medici siamo consapevoli delle nuove necessità, l’uomo ha raggiunto livelli di salute che erano impensabili fino a pochi anni fa ma al tempo stesso tanti segnali ci dicono che a essere in pericolo oggi è la nostra stessa sopravvivenza come specie.

Abbiamo di fronte sfide sanitarie importanti, come quella di estendere il benessere a tutti i popoli del mondo in maniera sostenibile per le risorse esistenti.

Serve però una nuova chiave di lettura, che ci permetta di far avanzare la salute come sistema. Per fare questo, dobbiamo sviluppare aree di ricerca totalmente interdisciplinari che abbiano l’obiettivo di andare al di là dei percorsi già consolidati.

Cambiando mentalità, e facendo leva sulle opportunità che oggi abbiamo a disposizione possiamo rinnovare e migliorare il sistema sanitario.

La tecnologia digitale è un aspetto in continua evoluzione che caratterizza questo momento storico e che fa parte della vita di quasi tutta la popolazione mondiale.

Si sta sviluppando una tecnologia sempre più «indossabile», che permette non solo di misurare i parametri vitali come frequenza cardiaca e pressione arteriosa ma di avere giornalmente un’istantanea digitale di dove, cosa, quando e quanto abbiamo mangiato, bevuto, camminato, dormito e svolto altre funzioni organiche e non.

Oltre a focalizzarci soltanto sulla salute in maniera verticale, iperspecialistica, dovremmo tornare a pensarla come faceva Ippocrate, il quale aveva intuito la necessità di una prospettiva più ampia, e portare avanti una politica più lungimirante.

Le nuove tecnologie sono nuove possibilità, ci impongono di ripensare completamente il nostro modo di rapportarci alla salute e alla vita in generale.

E non parlo solo della ricerca scientifica; dobbiamo fare anche i conti con un altro fronte che vuole anch’esso il cambiamento: il mondo dei pazienti.

È inevitabile che la loro voce si farà sentire più forte e, speriamo, sempre più istruita e consapevole. Questo rappresenta una grandissima opportunità, a mio avviso.

Parlavo prima di dati raccolti passivamente, ovvero «rilevati», e di dati invece generati attivamente: informazioni sulla propria salute e sui parametri vitali, come la pressione arteriosa e il livello di glicemia, sulle proprie abitudini alimentari e motorie, ma anche dati ambientali come il livello di inquinamento.  Informazioni di questo tipo potrebbero essere fondamentali, per esempio, per capire l’effetto a lungo termine di alcune sostanze e di alcuni farmaci; oggi studi del genere sono costosissimi e durano anni, mentre con un cambio di paradigma le conoscenze a riguardo potrebbero beneficiare di un’accelerazione.

Potremmo dare il via a una grande accelerazione riguardo tutti quegli studi in cui è essenziale una massiccia quantità di dati rilevati su parametri vitali biologici, fisici, biochimici e di comportamento.  Questo significherebbe creare tantissime opportunità nell’ambito della salute: proprio in questo ambito i dati potranno veramente servirci ad avere una visione globale del paziente.

L’obiettivo è trovare dei percorsi alternativi che tengano in considerazione la salute con uno sguardo più ampio, rinnovando e immettendo energia nuova in un sistema esausto o patologico, perché consumato da anni di pratiche sempre uguali a se stesse.

Cercare nuovi punti di vista è sempre utile, a volte è necessario.

Quando si tratta di salute, può essere vitale.

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Grazie!