Gravidanza: non mangiare per Due, mangia Due volte Meglio!

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Parte 1

Nel periodo della gravidanza, ogni futura madre deve nutrirsi in modo tale da mantenere sé stessa in buona salute e consentire, nel contempo, ai tessuti fetali di formarsi e svilupparsi nella maniera migliore.
La donna in attesa non deve “mangiare per due”, anzi, il peso corporeo va sempre controllato perché non superi certi parametri. La dieta è molto importante per la fisiologica evoluzione della gravidanza, del parto e del puerperio, è quindi bene assumere una corretta quantità di calorie e fare una scelta qualitativa degli alimenti, orientata alle particolari esigenze del periodo.
Una donna non gravida normopeso e con normale attività fisica necessita di circa 2500 kcal al giorno. Nel primo trimestre di gravidanza le necessità caloriche salgono a 2650 (+150) e nel secondo e terzo trimestre a 2800 (+300).
Purtroppo la diffusione di alimenti ipercalorici porta facilmente il consumo giornaliero a superare ampiamente le 3000 kcal e ciò determina eccessivo incremento ponderale con alterazioni del metabolismo e nei casi più importanti con ripercussioni negative sulla crescita fetale e sul parto stesso. L’incremento ponderale in un soggetto normopeso, nei nove mesi di gestazione dovrebbe essere intorno ai 12 – 13 Kg; se si è invece sovrappeso (BMI > 25) dovrà essere contenuto tra 7 e 11 Kg; nelle donne sottopeso (BMI < 20) è auspicabile un incremento di 14 – 16 Kg. Bisogna prendere l’abitudine di pesarsi sempre sulla stessa bilancia, alla stessa ora del giorno, preferibilmente al mattino, a digiuno, dopo aver vuotato la vescica.
L’eccessivo aumento di peso al momento del concepimento o durante il secondo e terzo trimestre di gravidanza comporta un affaticamento per la madre e può predisporre al diabete gestazionale (che comporta un accrescimento disarmonico ed eccessivo del feto ed un rischio per la madre di sviluppare il diabete di tipo 2 anche a distanza di anni dal parto) ed alla gestosi, condizione tossica nella quale compaiono una serie di alterazioni quali l’aumento della pressione arteriosa, comparsa di notevoli proteine nelle urine, comparsa di edemi.
Come mangiare
Il modo corretto di alimentarsi in gravidanza è, come ovvio, soggettivo e dipende dalla condizione fisiologica e/o patologica specifica di ciascuna donna gravida. Ad esempio, donne gravide con anemia mediterranea, con diabete o con predisposizione al diabete gestazionale, ipertese, con allergie o intolleranze alimentari o semplicemente vegetariane dovranno seguire regimi alimentari decisamente diversi fra loro, ma tutti comunque efficaci nel garantire un corretto stato di salute sia della mamma che del bambino. L’identificazione e la prescrizione di questi regimi specifici è ovviamente compito di uno specialista della nutrizione, che solo dopo aver valutato il completo quadro di salute della donna incinta potrà determinare i comportamenti alimentare migliori per rispondere alle esigenze di salute di donna e bambino, e persino alle eventuali convinzioni filosofiche e di stile alimentare/ di vita che sempre spesso oggi troviamo radicate in tante famiglie.

Fatta questa doverosa premessa, si possono solo fare, in questo contesto, alcune considerazioni generali ed informative sulla corretta alimentazione in gravidanza.  La prima e più generale, in assoluto è: fare pasti piccoli e frequenti, evitando lunghi periodi di digiuno durante la giornata e la notte (cosiddetta dieta a 5 pasti dei quali 2 corrispondono a piccoli spuntini durante il mattino ed il pomeriggio).

Altri consigli arriveranno nella seconda parte.

Alla prossima!

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